Siamo soliti vivere divisi interiormente, crediamo che la mente ci porti lontano dal cuore e viceversa, pensiamo che mente e cuore non possano convivere pacificamente e invece è proprio la meta a cui possiamo tendere: per noi è possibile vivere la pace interiore utilizzandoli entrambe in serenità e armonia per il nostro massimo bene.
La mente
La mente è uno strumento potentissimo, non è qualcosa da combattere o demonizzare, ma se non facciamo nulla per guidarla sarà lei a guidare noi, coi risultati che tutti abbiamo costantemente sotto gli occhi. Come sappiamo in stato di "sonno" è facile essere in balia di essa, dei nostri pensieri e di quelli altrui, ma ora non possiamo proprio più permettercelo, ora è richiesto un passo ulteriore.
Siamo in grado di "cavalcare l'asino" se lo vogliamo, ci può mancare l'allenamento necessario, ma lo possiamo ottenere con volontà e costanza. Come?
Si parte dalle basi solite, ormai abbiamo appurato che è nella presenza del 'Qui e Ora' che possiamo realizzare il cambiamento, il Futuro lo costruiamo ora con le nostre scelte e i nostri passi.
Quindi prima di ogni cosa: centratura. Dove sono? cosa sto facendo? dove sta andando la mia mente? cosa mi suggerisce? sto scegliendo di fare davvero ciò che mi rende sereno in questo istante o sto tentando di accontentare qualcuno o qualcos'altro?
Qui entra in gioco un nostro potentissimo alleato: il pranayama, l'arte di saper controllare il nostro respiro.
Il respiro ci aiuta a rimanere nel momento presente e a porre più calma tra i pensieri, un allenamento costante a governare il nostro respiro con l'arte del pranayama può decisamente cambiare la nostra qualità di vita, possiamo arrivare a raggiungere anche uno stato di silenzio totale, poco importa se solo per pochi secondi, all'inizio è così, ma con l'allenamento arriveremo ad estendere i tempi. Tutto questo sarà possibile non solo finché siamo belli tranquilli nelle nostre stanzette con l'incenso acceso e la nostra bolla di pace artefatta, tutto questo lo possiamo fare ovunque in qualsiasi momento, anche in mezzo ad una folla di persone nel traffico cittadino. Una volta che applichiamo l'arte di controllare il nostro respiro possiamo cominciare a guidare la nostra mente e a porre un distacco tra ciò che crediamo sia la nostra realtà e la nostra condizione. Ho cominciato un paio di anni fa a porre l'attenzione al mio respiro, a forza di osservarmi e correggerlo quando necessario, ho cominciato a respirare in maniera più prolungata portando l'aria che entra ad andare oltre alla parte alta del torace, il respiro prolungato aiuta decisamente ad essere più calmi e centrati, se qualcosa mi turba inizio a calmarmi attraverso il respiro.
Altro strumento utile da applicare una volta che abbiamo raggiunto la centratura attraverso il respiro: facciamo un passo indietro e guardiamo ciò che ci accade da più distante, mi piace usare spesso la metafora del quadro Impressionista perché è efficace. Per poter godere a pieno della visione di un quadro di Monet per esempio dobbiamo per forza fare qualche passo indietro rispetto alla tela, altrimenti se siamo troppo vicini al dipinto non possiamo godere appieno del suo contenuto, ne vedremo solo una parte piena di pennellate e colori meravigliosi ma confusi. Lo stesso vale per la nostra Vita, se la osserviamo da troppo vicino ne siamo troppo coinvolti e ciò che otteniamo è solo confusione, se facciamo qualche passo indietro e la cominciamo a guardare più distaccati come un Testimone sarà per noi più semplice prendere una direzione chiara e comprendere le sottili dinamiche che legano i fili della trama che la compongono.
Già imparando a respirare più correttamente e ricordandoci di osservare tutto ciò che ci accade con maggiore distanza per avere punti di vista differenti sulla situazione stiamo facendo un ottimo lavoro e ci stiamo dando una grande mano.
La mente tende a ingigantire le situazioni e il suo genere letterario preferito è la tragedia, allenandoci ad osservarci in maniera distaccata applicando il Testimone diventerà gradualmente automatico e ci aiuterà sempre più a vedere le situazioni per quello che sono davvero, svincolati dalla lente d'ingrandimento mentale.
Ora lasciamo intervenire il cuore...
La mente vuole sempre un perché, la mente deve capire, anche quando l'evidenza è palese, la mente deve fare il suo lavoro, il suo giro di ragionamenti. Questo succede anche quando cominciamo a sostituire la motivazione più razionale e "normale" con quella meno razionale per la nostra cultura, come quella del karma o della vita precedente.
Non abbiamo fatto alcun passo oltre il mentale anche in questo caso, abbiamo solo truccato e velato di una luce più esotica un meccanismo mentale consolidato.
Il cuore a differenza della mente sa, il cuore non ha necessità di ottenere spiegazioni, il cuore salta a pie pari la spiegazione poiché sente.
La mente tende a trattenere, il cuore aiuta ad accettare e lasciare andare. Ancora una volta il cuore sa.
La mente frammenta, spezzetta, analizza. Anche qui intendiamoci non è male avere una mente analitica, in alcune situazioni è molto utile, questo lo so bene perché è una caratteristica che mi appartiene. La mente analitica è come un topolino di biblioteca, deve fare tutto a pezzettini, analizzare ogni singolo pezzo, riporlo nell'apposito contenitore e solo una volta che ha fatto tutte queste operazioni di inventariazione riassembla il tutto dandosi una spiegazione conclusiva. Questa spiegazione finale può anche arrivare ad essere molto simile a quella che darebbe il cuore, però abbiamo fatto un sacco di km in più per arrivare alla medesima destinazione, quanta fatica risparmiata utilizzando il cuore e la sua sintesi. Perché il cuore riesce a sintetizzare così bene? La risposta ormai la sappiamo: il cuore sa.
La mente parla, il cuore ascolta.
Il cuore ci porta oltre il mero razionale grazie all'azione della compassione, in ogni situazione la compassione ci aiuta ad estrarre la radice da ogni cosa, situazione, persona. La radice è ciò che ci accomuna, la radice di ogni cosa per ciò che mi riguarda è Dio. Nella compassione vediamo oltre al semplice problema poiché di fronte a noi non abbiamo più un nemico ma un fratello. Il cuore percepisce l'Unità delle cose, il cuore è direttamente collegato alla Fonte, perciò sa.
Se desideriamo semplificarci l'esistenza oltre a lavorare sulla nostra mente con la presenza nel 'Qui e Ora' e col distacco da ciò che accade per prenderne il comando saldamente, è di fondamentale importanza lavorare in parallelo anche sull'apertura del cuore e sulla compassione. Parole d'ordine: porsi in ascolto, meditare e praticare in ogni istante, ogni volta che ci è possibile, ogni volta che ce ne ricordiamo. Meditando sul cuore e applicando la compassione nel quotidiano arriveremo a sciogliere i nostri blocchi e a rimuovere muri spessi costruiti in anni di sofferenze. Lavorando sul cuore riusciremo poi anche ad armonizzare e smussare gli elementi della mente più rigidi e spigolosi.
Ponendoci alla guida della nostra mente attraverso la saggezza del nostro cuore otterremo tutte le porte spalancate al nostro passaggio. E' arrivato il momento di far collaborare cuore e mente, è arrivato il momento di chiudere "l'Ufficio complicazioni affari semplici" e di aprire una nuova attività che ci donerà più serenità, più semplicità, più pace, più benessere, più ricchezza e più abbondanza.
Una mente e un cuore che lavorano all'unisono sono invincibili!
M.K.V.
Nessun commento:
Posta un commento